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Roma nascosta. Parte 2.

MUSEO DEI GIUSTIZIATI

via san Giovanni Decollato, rione XII Ripa

    Siamo a due passi dal luogo in cui avvenivano le esecuzioni capitali, ovvero in piazza Bocca della Verità. Qui si trova la chiesa di San Giovanni Decollato, costruita nell'ultimo decennio del Quattrocento da alcuni devoti fiorentini che avevano istituito la Compagnia della Misericordia che si occupava dell'assistenza spirituale dei condannati a morte e alla sepoltura dei giustiziati. Il papa Innocenzo VIII approvò l'istituzione, nel 1540 Paolo III[13] conferì alla compagnia, che nel frattempo aveva preso il nome attuale di San Giovanni Decollato, il privilegio di liberare ogni anno un condannato a morte, in occasione della festa del santo titolare (29 agosto). Anche Michelangelo fece parte di questa confraternita. Accanto alla chiesa venne costruito un oratorio dove i confratelli si riunivano in preghiera ed un chiostro con ambienti annessi. In uno di questi c'è un piccolo e raccapricciante museo, denominato camera storica dove si conservano gli strumenti di giustizia dal Cinquecento in poi. Sono conservati gli strumenti che servirono all'esecuzione capitale dei Cenci e di Giordano Bruno. Nei sotterranei si trova l'ossario con i resti dei condannati.

  

La chiesa ha un interno a unica navata, armoniosamente diviso da paraste d'ordine dorico, presenta tre altari per lato fra altrettante arcate. Al terzo altare destro "Visitazione" del Pomarancio, all'altare maggiore "Decollazione di San Giovanni" tavola del Vasari del 1553.

    Nell'oratorio una serie di affreschi del momento più caratteristico del manierismo romano (metà Cinquecento). Nella parete di fondo all'altare tavola con la "Deposizione" capolavoro di Jacopino del Conte del 1550, ai lati "San Bartolomeo e Sant'Andrea" affreschi di Francesco Salviati. Nella parete destra ""Natività di San Giovanni" e "Visitazione" sempre del Salviati, mentre l'"Annunzio a Zaccaria della nascita di Giovanni" è di Jacopino. Nella parete d'ingresso "Predicazione del Battista" e "Battesimo di Gesù" sempre di Jacopino. Nella parete sinistra: "Decollazione del Battista "di ignoto e "Convitto di Erode" di Pirro Ligorio, inoltre "Cattura del Battista" di Battista Franco. Si tratta sempre di artisti della metà del Cinquecento.

    Si può visitare il giorno della festa del santo titolare San Giovanni Decollato, il 29 agosto, anche il 24 giugno giorno in cui nacque San Giovanni Battista, lo stesso che fu poi decollato per ordine di Erode Antipa. La confraternita ancora esiste, è dedita a opere di beneficienza.

ORATORIO DEI SACCONI ROSSI

piazza San Bartolomeo all'Isola, rione XII Ripa

    Siamo sull'isola Tiberina, in quella piazza che fronteggia la chiesa di San Bartolomeo all'Isola, guardando a sinistra fra le case si trova l'Oratorio dei Sacconi Rossi, nessun segno all'esterno lo contraddistingue, solo un portone sormontato da un grande fregio ovale.

    Il loro vero nome era "Confraternita dei devoti di Gesù del Calvario e di Maria SS. Addolorata in sollievo delle Anime Sante del Purgatorio", ma il popolo la chiamava dei Sacconi Rossi per via del cappuccio di tela rossastra, era nata nel 1760 per iniziativa di due fratelli Giovanni Antonio e Michele Scolari e di un loro compagno Giuseppe Denzi. Venti anni dopo il sodalizio acquista il locale attuale e nel 1784 ottiene il permesso di costruire il cimitero per i confratelli. Nel 1836 il cimitero viene chiuso per ragioni igieniche, riaperto dopo la sconfitta della Repubblica Romana e definitivamente chiuso nel 1870, la confraternita perde i beni e scompare.

    La confraternita dei Sacconi Rossi non ci sono più dagli anni Sessanta, al loro posto c'è un sodalizio detto Piccola Famiglia. Vestiti con un caratteristico sacco rosso, corda alla vita da cui pendeva un rosario di legno, si erano assunti il compito di pregare per le anime dei poveri affogati nel Tevere. Nel mese dei morti scendevano lungo il fiume fino alla punta dell'isola tiberina con i falò accesi per illuminare la strada, qui si trovava un tumulo che ricordava i defunti che avevano sotto protezione. Nei sotterranei dell'Oratorio c'è ancora il cimitero dei confratelli con una mostra di teschi, tibie e ossa di varie misure.

    Sull’isola Tiberina si trova l’Ospedale San Giovanni di Dio e dei Fatebenefratelli, rifatto da Cesare Bazzani nel 1930. Tale antichissima istituzione continua la tradizione del luogo già dedicato a Esculapio. Sulla pittoresca piazzetta: guglia a quattro facce e chiesa di San Bartolomeo all’Isola eretta alla fine del X secolo dall’imperatore Ottone III. Dopo la piena del 1557 fu restaurata nel 1624 da Orazio Torriani con la facciata barocca su due piani e a portico. Arretrato a sinistra il campanile romanico a trifore. L’interno è diviso in tre navate da 14 colonne di marmo antiche, sono presenti tre cappelle per lato. Dall’aprile del 2008 la chiesa, officiata dalla comunità di Sant’Egidio, ospita il Memoriale dei Cristiani morti per la fede. Gli altari laterali offrono testimonianze dei nuovi martiri. Tra questi il Messale di monsignor Oscar Romero, il pastorale di card. Ocampo ucciso dai narcotrafficanti, la Bibbia di Flribert Bwana Chui ucciso in Ruanda nel 2007, la stola di Andrè Jarlan cileno, il calice e la stola di don Andrea Santoro ucciso in Turchia nel 2006 a Trebisonda. Nel memoriale sono ricordati anche protestanti e ortodossi.   

CASA MUSEO HENDRIK CHRISTIAN ANDERSEN

Via Pasquale Stanislao Mancini 20

    Ci troviamo nei pressi di piazzale Flaminio. Si tratta della casa nella quale ha vissuto per oltre 40 anni lo scultore norvegese, naturalizzato cittadino Usa, Hendrik Christian Andersen. Nato a Bergen in Norvegia nel 1872, emigrato ancora bambino negli Usa, a Newport in Rhode Island, il giovane Andersen intraprese il viaggio di formazione in Europa nel 1894, e dopo un soggiorno a Parigi, si stabilì definitivamente a Roma. Alla sua morte, il 19 dicembre 1940, lasciò in eredità allo stato italiano la sua abitazione-studio e tutto quello che conteneva: sculture, arredi, carte d’archivio, materiale fotografico, libri. Ma solo dopo la morte della sorella adottiva Lucia (usufruttuaria del lascito), nel 1978, il bene immobile con tutto ciò che vi era contenuto fu affidato alla Gnam di cui rappresenta un museo satellite come la casa di Mario Praz, la casa museo di Manzù, il Museo delle arti decorative Boncompagni Ludovisi. I lavori di ristrutturazione dell’edificio, finanziati dal ministero e dal gioco del Lotto, portaro all’ap ertura del museo nel 1999.

    Nel piano terrerno si trova lo studio dove lavorava lo scultore, qui si possono vedere una selezione delle oltre duecento grandi sculture in gesso e bronzo, duecento dipinti e duecento opere grafiche. Il tutto è incentrato intorno all’idea da sognatore di una grande città mondiale, sede internazionale e perenne di creazione di idee nel campo delle arti, delle scienze, della religione, della cultura fisica. A tale progetto aveva dedicato, nel 1913 un poderoso volume consultabile nel museo.

    L’edificio fu costruito tra il 1922 e il 1925 su progetto dello stesso Andersen in una zona di nuova espansione subito fuori porta del Popolo. Venne battezzato villino Helen, dal nome della madre dell’artista. L’insime decorativo dei prospetti, arricchito di motivi simbolici e allusivi ai complessi legami affettivi dell’artista, si ispira allo stile rinascimentale.

    Dal 19 febbraio e fino al 17 maggio 2015, al primo piano del villino si terrà la mostra personale di Andrea Mastrovito. Prendendo spunto dalla storia della famiglia Andersen e dal progetto della città mondiale, l’artista affronta il tema del sogno e dell’ideologia in un periodo storico in cui i poteri forti sembrano affermarsi a livello globale. Nelle sue sculture Mastrovito sembra parafrasare le grandi sculture di Andersen. In ogni stanza le statue dialogano con una serie di collage che ripercorrono le grandi utopie del nostro tempo, le ideologie, i loro cortocircuiti e la loro caduta. Progressivamente le statue crollano una alla volta come sono venuti a mancare i membri della famiglia Andersen: prima il fratello Andreas, pittore, poi la moglie Olivia, mecenate, poi la madre Helene quindi Hendrik stesso. Nel salone non rimangono che le macerie delle statue sulle quali è il disegno immaginario del centro mondiale.

[13]Paolo IIIAlessandro Farnese di Canino,primo Papa della controriforma e l’ultimo del Rinascimento. Convocò il concilio di Trento nel 1545. Nel 1540 approva la regola della Compagnia di Gesù. Sotto il suo pontificato nasce l’Indice dei Libri Proibiti, è la biblioteca Vaticana a stilare l'elenco. Nel 1548 Filippo Neri fonda la Congregazione dei preti dell’Oratorio o Filippini. Neutrale davanti ai conflitti franco asburgici. Prodigo di favori verso i familiari, investì il figlio Pier Luigi del ducato di Parma e Piacenza nel 1545.

    Lo stemma della sua famiglia è composto dai gigli. Celebre il suo ritratto opera di Tiziano a Capodimonte.

    E' sepolto in San Pietro nell'abside o tribuna, capolavoro di Guglielmo della Porta.

Tags: persone storiche, roma, Рим_музеи
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